il crollo

Scuola Fermi di Treviso, crolla controsoffitto durante la lezione

di Federico Cipolla

Paura ieri mattina all’Itis Fermi di Treviso, il pannello sfiora gli studenti. Sott’acqua la mensa di due elementari per il maltempo di venerdì

TREVISO. Il controsoffitto si stacca e cade a terra in un’aula e in un bagno dell’Itis Fermi, mentre gli studenti stanno facendo lezione. Fortunatamente nessuno è stato colpito dai due pannelli, ma l’episodio ripropone l’allarme per le condizioni degli istituti scolastici trevigiani.

Perché non solo il Fermi, dove per altro episodi simili non sono nuovi, sta presentando il conto di anni di scarsa manutenzione: molte scuole di ogni ordine e grado - a carico della Provincia se sono superiori, a carico dei Comuni se elementari e medie - con il progressivo taglio dei finanziamenti statali degli ultimi anni, stanno perdendo i pezzi. Oppure ci sono incidenti dovuti al maltempo: il violento acquazzone di venerdì sera ha allagato e infangato le mense delle elementari Prati, Volta e dell’asilo Andersen. Gli alunni, che lunedì tornando in classe hanno trovato la brutta sorpresa, hanno dovuto pranzare in classe. Ma oggi dovrebbe tornare la normalità. Un incidente dovuto al fatto che le mense si trovano in uno scantinato. Cose che possono succedere, meno comprensibile invece l’incidente si è verificato ieri pochi minuti dopo le undici, nella sede dell’istituto tecnico in via San Pelajo.

In sequenza si sono staccati dal soffitto due pannelli, grandi circa 50 centimetri per 50, uno in un aula, un altro nel bagno vicino. Gli insegnati hanno avvisato il personale scolastico, che ha provveduto a girare immediatamente la segnalazione alla Provincia, a cui nonostante la riforma, compete l’edilizia scolastica. I pannelli sono caduti a terra senza colpire i ragazzi. Non ci è voluto molto per capire quale fosse stata la causa del crollo, fortunatamente non un problema strutturale.

«Il crollo è dovuto a una perdita nelle tubature del riscaldamento. L’acqua ha impregnato i pannelli, che poi sono caduti», spiega la dirigente scolastica dell’Itis Fermi, Susanna Picchi. A scuola sono arrivati gli operai della Provincia poco dopo per sostituire i pannelli danneggiati, riparare la tubatura e controllare che non vi fossero altre parti del controsoffitto pericolanti.

«In ogni caso anche se avessero colpito gli studenti quei pannelli non avrebbero ferito nessuno», mette in chiaro il consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica Domenico Presti. «Non si tratta di un problema strutturale. La Provincia, attraverso la segnalazione inviata dalla scuola tramite il portale dedicato, è intervenuta subito».

Ma certo il plesso di via San Pelajo avrebbe bisogno di ben altro genere di manutenzioni. È sufficiente percorrere anche solo il corridoio al piano terra per vedere l’intonaco crepato e scrostato dalle pareti. E gli occhi alzati al cielo della dirigente scolastico alla richiesta di un commento sullo stato della manutenzione lo confermano: «Quello che possiamo ci arrangiamo a farlo», precisa. Ma appunto servirebbe altro.

Solo venerdì scorso altro episodio che la dice lunga su ciò che servirebbe. Nella parte dell’edificio riservato al Duca degli Abruzzi, alcune aule hanno mostrato infiltrazioni di acqua. «E lo scorso anno sono venuti giù i controsoffitti degli spogliatoi», spiega Nicola Bassetto, studente dell’Itis e membro della Rete degli studenti. «Servirebbero interventi importanti su questa scuola, ma eccezion fatta per una piccola manutenzione eseguita dalla Provincia due anni fa, non se ne vedono. La situazione prima di quell’intervento era anche peggiore. Ma non si creda che oggi si sta bene. Ci sono autentiche classi pollaio, con 32 o 33 studenti in aule che ne dovrebbero ospitare una ventina».

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