treviso

Vendemmia, caccia aperta alle frodi del vino

di Andrea De Polo

Campagna straordinaria di controlli: al setaccio le cantine che “allungano” il Prosecco

TREVISO. Il Ministero delle politiche agricole scatena la caccia al Prosecco “annacquato”, e annuncia controlli intensificati nelle cantine di tutta la denominazione. Un piano di controlli straordinari, in accordo con i Consorzi di Tutela, che mai si era verificato nel recente passato. Secondo i tecnici dell’Ispettorato Repressione Frodi, infatti, questa annata presenta caratteristiche ad alto rischio per quanto riguarda l’originalità del prodotto. La domanda di Prosecco sul mercato internazionale continua a crescere. Ma stavolta la produzione, complici le gelate primaverili e un andamento climatico eccezionale, potrebbe non essere all’altezza delle aspettative. Soprattutto nelle Docg Conegliano-Valdobbiadene e Asolo (dove, al contrario della Doc, non ci sono riserve vendemmiali da sbloccare in caso di emergenza), e soprattutto per le aziende medio piccole. Il rischio, allora, è che qualcuno “tagli” il Prosecco con varietà diverse, non a denominazione controllata, per coprire l’ammanco di uva causato dal maltempo.

«Piano di tutela straordinario». A spiegare come funzioneranno i controlli (non nuovi, ma intensificati e basati su nuovi strumenti digitali come il registro dematerializzato) è Gianluca Fregolent, responsabile Icqrf Nordest (Ispettorato Repressione Frodi): «Quest’anno la campagna presenta delle criticità legate alle brinate primaverili, che hanno causato una riduzione del potenziale produttivo, e alle alte temperature. Si stanno creando delle tensioni sui mercati: manca prodotto, perché nella prossima vendemmia avremo, in alcuni casi, dal 5 al 10 per cento in meno di uva raccolta, ma le vendite continuano ad aumentare». Il rischio, quindi, è che si verifichi davvero un fenomeno che, finora, è stato soprattutto chiacchiera da bar: il Prosecco “allungato” con altre uve. «Quello che dovremo controllare è la scorretta rivendicazione di uve di altra provenienza come Doc territoriali», spiega Fregolent, «la campagna è iniziata il primo agosto e stiamo definendo con i Consorzi altre azioni finalizzate alla corretta gestione della vendemmia».

Controlli anti “furbetti”. Anche il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene ieri ha diffuso una nota in cui afferma di «aver chiesto agli organismi pubblici competenti la relativa mappatura affinché sia riconosciuta la riduzione della resa delle uve per ettaro nelle aree che hanno subito danni», anche se i danni per il gelo sulle colline sarebbero «marginali» e la grandine avrebbe colpito «solo due distrette aree». Il problema, va da sé, non riguarda solo la Docg: ci sono cantine che hanno già venduto le bottiglie della prossima annata, se il calo di produzione non consentirà il rispetto degli impegni presi, Ministero e Consorzio vigileranno perché la soluzione non sia quella di acquistare uva illegalmente da altre realtà.

Il Ministero in campo. I controlli saranno resi più semplici dall’obbligo, per le società che vinificano più di 50 ettolitri l’anno, di passare al registro dematerializzato: «Ogni operazione di carico e scarico uva dovrà essere registrato», spiega Fregolent, «saremo i primi al mondo ad avere una informazione completa dal vigneto alla bottiglia». Il Ministero delle politiche agricole ieri ha spiegato di aver intensificato i controlli alla ricerca di «comportamenti non regolamentari che dovessero verificarsi nel corso della raccolta e movimentazione delle uve, nelle operazioni di trasferimento e nella circolazione di prodotti e sottoprodotti vinicoli ottenuti». Controlli supplementari anche nei mosti concentrati.

Il precedente. Una “bolla” produttiva come quella che il Ministero si prefigge di prevenire era già scoppiata, in realtà, nell’autunno 2015, anche se con proporzioni tutto sommate contenute. All’epoca i carabinieri del Nas si erano concentrati sull’annata 2014 (altro periodo complicato dal punto di vista meteo): alcuni produttori avevano abusato delle varietà aggiuntive che il disciplinare autorizza in quantità limitate (Verdiso, Perera, Bianchetta, Pinot, Chardonnay), per non correre il rischio di avere troppo poca uva a fronte degli ordini di bottiglie che piovono, quelli sì, abbondanti, anno dopo anno, con qualsiasi condizione climatica.

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