Mogliano, la mamma ai domiciliari dopo il lancio della figlia

Il giudice accoglie la richiesta della difesa: «Ora indagini su chi l’ha avuta in cura»

MOGLIANO VENETO. «La mamma va aiutata e tutelata e tutta la famiglia si sta stringendo attorno a lei». Gli avvocati Anna Zampieron e Giancarlo Zanin, al termine dell’udienza di convalida di fronte al giudice Gianluigi Zulian, descrivono come la famiglia della donna, ora ai domiciliari con l’accusa di tentato omicidio aggravato, stia affrontando in maniera compatta la tragedia che l’ha colpita. «Vogliono tutelare in ogni modo la signora. E per farlo sarà necessario anche avviare delle indagini difensive per capire come era stata seguita da parte dell’azienda sanitaria».

Dunque si cercherà di capire se è stato fatto tutto il possibile per impedire che si verificasse una tragedia del genere. Se le condizioni della donna erano state adeguatamente seguite dal personale medico che l’aveva in cura e se quindi non c’è stata una sottovalutazione del caso. Una sottovalutazione che, secondo la difesa della donna, potrebbe essere la vera causa di quanto accaduto all’interno dell’appartamento di Mogliano.

E i carabinieri sono però ancora al lavoro per fare piena luce sull’accaduto ed è di grande utilità la testimonianza di Cristian Ronchin, che in quegli istanti era a casa della madre con il fratello ed ha prestato i primi soccorso alla bimba, subito dopo la sua caduta a terra. «Ero in camera, stavo parlando con mio fratello» ha raccontato ai carabinieri, «quando improvvisamente ho visto qualcosa di scuro passare davanti alla finestra del terrazzo. Quando ho visto la bimba a terra mi sono precipitato giù dicendo a mio fratello di chiamare immediatamente i soccorsi».

Sono seguiti attimi concitati, terribili, con la bambina a terra, Ronchin al suo fianco, e l'attesa spasmodica dei soccorsi. «Siamo rimasti lì alcuni minuti, io e lei, senza che nessun altro arrivasse, nemmeno i genitori della piccola». Poi il rumore dell'elicottero del Suem di Treviso che atterrava poco distante e le sirene dell'automedica e dell'ambulanza che arrivavano sul posto.

La famiglia della donna è stata descritta da tutti come come tranquilla, «mai un problema o un litigio» hanno riferito anche agli inquirenti che domenica hanno cercato a lungo di chiarire cosa fosse successo nell'appartamento al secondo piano prima di far scattare l'arresto della madre per tentato omicidio.

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